di me dicono ......

 

Da circa due anni seguo l’opera del pittore Amos Loffreda, e ogni volta che vedo le sue opere ho delle sensazioni che riguardano soprattutto la struttura dei dipinti: sento vicini artisti,di un recente passato, che hanno vissuto l’arte come impatto totale, come ragione di vita, come amore per l’arte indipendentemente dal riconoscimento delle istituzioni che contano, in fondo queste sono ampiamente gestite, anzi, condizionate dalle grandi gallerie o fondazioni che si spartiscono tutto il mercato dell’arte

Amos gioca con i colori in modo spavaldo, come è nella sua natura, ed elabora dei quadri in modo sincero senza farsi condizionare dalle mode, studiando la prospettiva, i piani e tutto quello che necessita ad un buon pittore per poter emergere nel campo tortuoso dell’arte.

Ho visto un nudo dipinto con tecnica divisionista, molto proporzionato nella struttura anatomica, e non è poco, la modella inginocchiata in una posizione di ponderata riflessione copre tutta la tela e, molto velocemente, con i colori dà l’impressione di un vortice, un movimento che fa uscire la composizione quasi come un bassorilievo, molto plastico.

Due paesaggi marini con l’invenzione delle cadute verticali, con colori molto accesi e il cielo di un azzurro molto intenso, danno l’impressione di una forma simbiotica, di un’identità assoluta: l’artista ha rovesciato le posizioni, è lui stesso che si immerge nei colori dei due quadri.

In alcune figure di ispirazione sociale, e solo in un dipinto di visitazione molto personale, religiosa,

il nostro pittore esercita una trasformazione sull’espressione dei volti scavando nella psiche dei personaggi, figure mai scontate che domandano una comprensione da parte dell’osservatore. La  composizione dei dipinti è ben articolata, i colori sono assolutamente personali con preferenza dei toni caldi usati in modo pieno, intendo pieno la volontà di non mescolare eccessivamente primari e secondari proprio per non alterare, e in fondo diminuire la forza del dipinto.

La sua ricerca , iniziata diversi anni fa, è focalizzata nella vita quotidiana dove il valore dell’uomo è preminente rispetto alle convenzioni che il mondo dell’arte gli vorrebbe fissare, la purezza e la passione si nota anche nei suoi dipinti che raffigurano la sua città, Chioggia, patria di grandi e quasi ignorati pittori: Bozzato, Boscolo Natta, Sogaro, Pagan e Galimberti; di questi ha la forza del colore e si sente l’estrema vicinanza con l’architettura locale, con le tradizioni e soprattutto con la popolazione vero spirito della città lagunare.

La sua non è solo passione ma vocazione artistica, sentita ed espressa in modo corretto confacente con il suo carattere estemporaneo ed estremamente sincero.

Prof. Candian Alberto